Acitrezza

Acitrezza

Acitrezza è una frazione del comune dAci Castello, ed è un centro peschereccio di antica e notevole tradizione. E’ nota soprattutto per essere stata il luogo di ambientazione del celeberrimo capolavoro verghiano “I Malavoglia”, da cui Luchino Visconti ha tratto ispirazione per il suo film “La terra trema”. Notevole il paesaggio caratterizzato dai Faraglioni e dall’Isola Lachea.

I Faraglioni dei Ciclopi e l’isola Lachea

Il panorama di AciTrezza è arricchito dalla presenza dei Faraglioni dei Ciclopi e dell’isola L

achea. Vengono denominati faraglioni otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo il mito, furono lanciati da Polifemo ad Ulissedurante la sua f

uga. Inoltre a circa 400 m. di distanza dalla costa, tr


I Malav
ogliaoviamo l’Isola Lachea
, nella quale è stata identificata l’omericaIsola delle Capre. Essa, nata dalla eruzione di un vulcano sottomarino, ha un’altezza massima di circa 70 metri e una circonferenza calcolata intorno ai 700 metri. Il nome, di origine greco-bizantina, significa “pianeggiante”. Alla fine dell’Ottocento, quando l’isola apparteneva ormai da molti decenni alla famiglia catanese dei marchesi Gravina, Luigi Gravina ne fece dono all’Università di Catania, a condizione però che in essa si facessero svolgere studi scientifici e sperimentali sulla fauna marina. La casetta in cima all’isola, così, ospita un piccolo museo universitario di fauna ittica.


Acitrezza è il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia, pubblicato nel 1881. Tale opera costituisce il primo capitolo di un ciclo denominato “I Vinti”. In realtà tale saga rimase incompiuta in quanto, dei cinque romanzi che dovevano farne parte, ne furono ultimati solo due, “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo”, mentre del terzo “La duchessa di Leyra” ne fu scritto solo un capitolo. Proprio a “I malavoglia” si ispirò il film La terra trema di Luchino Visconti, capolavoro del neorealismo, girato nell’autunno del 1947 con la partecipazione di attori non professionisti, abitanti del luogo.Acitrezza è il paese in cui Giovanni Verga ambientò il famoso romanzo I Malavoglia, pubblicato nel 1881. Tale opera costituisce il primo capitolo di un ciclo denominato “I Vinti”. In realtà tale saga rimase incompiuta in quanto, dei cinque romanzi che dovevano farne parte, ne furono ultimati solo due, “I Malavoglia” e “Mastro don Gesualdo”, mentre del terzo “La duchessa di Leyra” ne fu scritto solo un capitolo. Proprio a “I malavoglia” si ispirò il film La terra trema di Luchino Visconti, capolavoro del neorealismo, girato nell’autunno del 1947 con la partecipazione di attori non professionisti, abitanti del luogo.

“U pisci a mari”

Il 24 giugno di ogni anno, ad Acitrezza, durante le celebrazioni del patrono, S. Giovanni Battista, si svolge la manifestazione detta “U pisci a mari”. Si tratta di una rappresentazione della pesca del pesce spada; attività che per questo popolo è sempre stata una delle principali fonti di sostentamento. La manifestazione, da questo punto di vista, è stata tradizionalmente vista come un tentativo per scongiurare quella sorte che sembra accanirsi senza pietà contro i pescatori protagonisti della pantomima. Tale rappresentazione al giorno d’oggi catalizza l’attenzione di un’enorme quantità di persone che affluiscono dai paesi limitrofi e non solo. Eccone una breve descrizione: u “Raisi”, la persona che dirige la pesca, arriva sulla spiaggia indossando, come da tradizione, calzoni corti, cappello di paglia, stracci rossi e gialli ed una fascia rossa a tracolla. Al suo arrivo, alcuni pescatori, vestiti di stracci color rosso sangue, iniziano a calare la barca in mare. Nel frattempo u “Pisci”, rappresentato da un esperto nuotatore, si immerge furtivamente nell’acqua e si nasconde tra le numerose imbarcazioni. Mentre la folla accoglie con grande entusiasmo la sua presenza, egli, per farsi notare, urla in direzione dei barcaioli. Il “Raisi”, dall’alto di uno scoglio, avvista il pesce ed incita i marinai a catturarlo. Dopo vari tentativi u “Pisci” viene preso e levato a bordo, ma sfortunatamente riesce a divincolarsi ed a scappare. I pescatori imprecano contro la mala sorte, ed iniziano a litigare fra di loro, mentre u “Raisi” si getta in acqua, in preda allo sconforto. L’inseguimento del pesce continua, in una vera e propria lotta senza esclusione di colpi. Questa volta i marinai riescono a ferirlo ed a catturarlo, tingendo il mare del suo sangue. Mentre due pescatori tengono il pesce-uomo per le braccia e le gambe, questo si agita, ormai consapevole del destino che lo aspetta. Tuttavia, a pochi metri dall’approdo, u “Pisci” riesce a fuggire definitivamente, mentre i pescatori, in preda alla disperazione, rovesciano l’imbarcazione. La manifestazione si chiude con le acclamazioni ed i gioiosi tuffi in mare di moltissimi giovani spettatori.

 

 

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